Umidità e degrado al Centro per l’Autismo di Avellino: diagnosi e risanamento delle murature
Un edificio rimasto inutilizzato per un lungo periodo, murature con problematiche differenti e un intervento che non poteva essere affidato a una sola soluzione. Il caso del Centro per l’Autismo di Avellino mostra come affrontare problemi di umidità nelle murature, distinguendo i fenomeni di risalita capillare dalle infiltrazioni e dalle altre cause di degrado.
Un edificio complesso e un problema che non aveva una sola causa
Il Centro per l’Autismo di Avellino è una struttura socioassistenziale realizzata con struttura portante in cemento armato e tamponamenti in blocchi prefabbricati di cemento e argilla, completati esternamente da un sistema a facciata ventilata.
Al momento delle indagini preliminari, dopo un lungo periodo di inutilizzo, diverse zone dell’edificio presentavano evidenti fenomeni di umidità e degrado: distacchi degli intonaci, sfogliamenti, perdita di coesione delle finiture ed efflorescenze saline. Le criticità non erano però distribuite in modo uniforme.
Le situazioni più significative erano concentrate soprattutto nelle ali nord e ovest, maggiormente esposte agli agenti atmosferici, mentre altre porzioni del fabbricato presentavano un comportamento decisamente migliore.
Ed è proprio questa differenza ad aver rappresentato il primo elemento importante della diagnosi.
Prima di scegliere l’intervento, capire cosa sta succedendo alla muratura
Davanti a un edificio con pareti umide è facile ricondurre tutto a un’unica causa. Ma una macchia di umidità non è una diagnosi. Per questo il lavoro è partito dall’analisi dell’edificio attraverso sopralluoghi, rilievi visivi, verifiche igrometriche, indagini termografiche e controlli strumentali, affiancati dalla valutazione della presenza di sali e delle diverse manifestazioni di degrado.
Le analisi hanno infatti evidenziato una combinazione di più fattori: umidità di risalita capillare, infiltrazioni meteoriche, presenza e migrazione di sali e criticità localizzate nei dettagli costruttivi dell’involucro. Questo significava una cosa molto semplice: non tutte le pareti avevano bisogno dello stesso intervento.
Il confronto con l’ala sud: quando è l’edificio stesso a fornire una risposta
Un elemento particolarmente utile durante l’analisi è stato il confronto con l’ala sud del fabbricato.
Questa porzione dell’edificio, caratterizzata dalla presenza di un vespaio aerato, presentava condizioni significativamente migliori rispetto alle zone maggiormente compromesse, con una minore incidenza dei fenomeni legati all’umidità.
Il confronto tra le diverse ali ha contribuito a comprendere quanto le soluzioni costruttive e la gestione del rapporto tra terreno, muratura e acqua incidessero sul comportamento igrometrico dell’edificio.
È un passaggio importante perché dimostra come, anche nello stesso fabbricato, materiali apparentemente simili possano comportarsi in maniera molto diversa.
Umidità di risalita, infiltrazioni e sali: tre problemi diversi
Le efflorescenze saline presenti in diverse zone erano il segnale della migrazione dei sali solubili trasportati dall’acqua all’interno della muratura.
In altri punti, invece, il problema era riconducibile alle infiltrazioni meteoriche e alla gestione non ottimale dell’acqua in corrispondenza di specifici elementi dell’involucro. Nelle porzioni interessate dalla risalita capillare era invece necessario intervenire sul movimento ascensionale dell’acqua proveniente dal terreno.
Trattare tutti questi fenomeni allo stesso modo avrebbe significato intervenire soltanto sull’aspetto visibile del problema. Per questo è stato progettato un risanamento integrato.
Il progetto di risanamento: interventi diversi per cause di umidità diverse
L’intervento realizzato al Centro per l’Autismo non è stato quindi basato su una singola tecnologia, ma sull’integrazione di più lavorazioni, ciascuna destinata a una specifica criticità.
Elettrosmosi attiva per contrastare la risalita capillare
Nelle porzioni interessate dal fenomeno di risalita è stato installato il sistema di elettrosmosi attiva EO GEA. L’impianto EO-DEUM applica un campo elettrico controllato, mediante una differenza di potenziale in corrente continua a bassa tensione tra gli elettrodi installati nella muratura e nel terreno, con l’obiettivo di modificare il movimento dell’acqua nei capillari, contrastandone la risalita e favorendo la progressiva asciugatura della muratura.
L’impianto è stato messo in funzione nel gennaio 2026 e i successivi controlli dei parametri di esercizio hanno confermato il corretto raggiungimento delle condizioni di funzionamento previste. SCOPRI DI PIU’ SULL’IMPIANTO EO-DEUM
Questo aspetto è importante: installare un sistema di deumidificazione non significa semplicemente accenderlo, ma verificarne il comportamento nel tempo.
Risanare anche ciò che l’umidità aveva già danneggiato
Bloccare o ridurre la sorgente del fenomeno non significa automaticamente recuperare gli intonaci già compromessi. Nelle murature degradate è stato quindi realizzato un ciclo specifico di risanamento delle superfici, comprendente trattamenti antisale, rinzaffo, intonaco deumidificante macroporoso e finiture compatibili a base di calce.
La funzione di questo intervento non era semplicemente estetica. Il nuovo sistema doveva consentire alla muratura di gestire correttamente l’umidità residua e la presenza dei sali senza ricreare le stesse condizioni che avevano prodotto il degrado precedente.
Le infiltrazioni richiedevano un’altra soluzione rispetto alla risalita capillare
Dove il problema non proveniva dal terreno ma dall’ingresso diretto dell’acqua, l’approccio è stato differente.
Nelle aree interessate dalle infiltrazioni sono stati realizzati specifici trattamenti impermeabilizzanti, affiancati da interventi sulla gestione dell’acque piovana e dalla realizzazione di sistemi di drenaggio superficiale nelle zone esterne più critiche.
In altri punti si è intervenuti sulle discontinuità dell’involucro, comprese alcune zone in corrispondenza di serramenti ed elementi di lattoneria. Ancora una volta, quindi: stesso edificio, manifestazioni di umidità apparentemente simili, cause differenti e interventi differenti.
Il risultato: il controllo non finisce con il cantiere
Uno degli aspetti più importanti di questo intervento è che il risultato non è stato valutato soltanto attraverso l’aspetto finale delle pareti.
Le condizioni dell’edificio sono state verificate anche successivamente.
A circa tre mesi dall’installazione, le superfici interne interessate dagli interventi risultavano stabili, senza fenomeni di degrado attivo. Le verifiche hanno inoltre evidenziato un miglioramento complessivo delle condizioni igrometriche e la scomparsa delle infiltrazioni meteoriche precedentemente rilevate.
Il miglioramento osservato non è quindi attribuibile a un unico trattamento.
È il risultato dell’integrazione tra:
diagnosi, controllo della risalita capillare, risanamento delle finiture, trattamento delle infiltrazioni e migliore gestione delle acque meteoriche.
RISULTATI PRIMA E DOPO RISANAMENTO
Il Centro per l’Autismo di Avellino rappresenta bene il metodo con cui EO GEA affronta i problemi di umidità negli edifici. Non partire dalla tecnologia. Partire dall’edificio. Osservare. Misurare. Confrontare le diverse zone. Individuare le cause. E solo successivamente progettare gli interventi. Perché parlare genericamente di “muro umido” significa spesso mettere sotto la stessa definizione fenomeni completamente differenti. E una soluzione può funzionare realmente soltanto quando viene applicata alla causa per la quale è stata progettata.
Hai un problema di umidità ad Avellino o in Campania?
Distacchi dell’intonaco, efflorescenze, muffe e pareti umide possono avere origini molto diverse.
Prima di intervenire è quindi importante stabilire se il fenomeno è legato a risalita capillare, infiltrazioni, condensa, presenza di sali o alla combinazione di più fattori.
EO GEA esegue analisi tecniche e progetta interventi di risanamento su edifici residenziali, commerciali, storici e pubblici.
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Risanare anche ciò che l’umidità aveva già danneggiato
EO GEA ha sede operativa a Parma e opera direttamente in Emilia-Romagna e su cantieri in tutta Italia.
Lo stesso metodo utilizzato nel caso di Avellino viene applicato anche agli interventi su abitazioni, condomini, edifici storici e immobili pubblici: prima la diagnosi, poi il progetto.
Approfondimento video Visualizza il Centro per l’Autismo di Avellino. Il video mostra la struttura completata e il contesto successivo alla conclusione dei lavori di riqualificazione.

