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DEUMIDIFICAZIONE ( scarica presentazionepdf )

Siamo stati i primi in Italia ad utilizzare l'elettrosmosi per fermare la risalita capillare nelle murature .


L'elettrosmosi e i suoi principi:

L'elettrosmosi e' un principio fisico che consiste nel movimento di un liquido attraverso un capillare, o attraverso gli innumerevoli capillari di un setto poroso (ad esempio un mattone), per effetto dell'applicazione di una differenza di potenziale elettrico.

Quando, in una muratura, vi e' umidita' da risalita capillare e' possibile misurare una differenza di potenziale dell'ordine del centinaio di millivolts. La suddetta tensione, variabile da punto a punto e' generata dall'acqua di risalita capillare all'interno del muro ed e' proporzionale a quest'ultima.Appare dunque evidente che la piu' immediata e razionale soluzione al problema di umidita' per risalita capillare sia proprio quella di imporre alla muratura un potenziale maggiore ed opposto, attraverso l'installazione di opportuno impianto.

Stato delle murature prima di un installazione di impianto di deumidificazione con elettrosmosiStato delle murature dopo l'installazione di un impianto di deumidificazione per elettrosmosi

Montaggio di un impianto di deumidificazione in un immobile:

  1. Come primo lavoro si esegue una traccia esterna a quota zero o alla quota più bassa possibile. All'interno della traccia passerà un filo positivo senza interruzioni e uno negativo che verrà agganciato alle puntazze inserite nel terreno.
  2. Si eseguono i fori e si inseriscono nel terreno le puntazze negative isolate. In media una ogni 5 metri.
  3. Viene steso il filo negativo lungo l'intero perimetro della traccia e si effetuano i collegamenti alle puntazze negative.
  4. Viene steso lungo la traccia e fermato con il cemento il filo positivo, costituito da materiale specifico antiossidante per resistere alla corrosione.
  5. Si chude la traccia con malta cementizia.
  6. Viene installata la centralina elettronica di alimentazione ed imposto un campo elettrico inverso e maggiore di quello misurato. In seguito verrano fatte letture al milliamperometro per valutare l'efficenza del sistema.

 

Murature controterra:

Installazione degli elettrodi murature controterra:

  1. Uno o piu' elettrodi dispersori di corrente positivi sino al livello massimo raggiunto dall'umidità.
  2. Una o piu' serie di elettrodi negativi a puntazze entro il terrapieno.
  3. Un elettrodo dispersore di corrente negativo continuo.

 

Gli speciali prodotti da utilizzare nell'elettrosmosi:

I prodotti sono gli elettrodi, gli insolubilizzanti e i prodotti per l'asportazione dei sali, tutti protetti da brevetti specifici. Gli elettrodi devono dare ampie garanzie di stabilita' elettrochimica e meccanica. Il fenomeno che ne limita la durata e' l'elettrolisi, che accompagna ogni elettromosi compiuta in regimi di potenziale superiore a 1,23V.

Questo potenziale fortemente ossidante sull'elettrodo positivo, ne provoca la lenta ma inevitabile dissoluzione con l'aggiunta di fenomeni di passivazione che ne riducono ulteriormente il potere di scarica. Per ovviare a cio' l'elettrodo positivo deve essere concepito in modo tale che il conduttore, in metallo nobile, venga protetto da uno strato di materiale sintetico di sufficiente spessore in modo da avere buone capacita' di scarica per unita' lineare ed elevata resistenza alla decomposizione.

Gli elettrodi, da noi studiati, brevettati e prodotti specificatamente impiegando questa tecnologia, garantiscono ottime proprieta' meccaniche, grande flessibilita' e notevole stabilita' elettrochimica ad un costo altamente competitivo. Gli insolubilizzanti per cloruri e solfati sono realizzati assemblando prodotti reperibili in commercio, mentre, per l'insolubilizzazione dei nitrati, utilizziamo un proprio prodotto appositamente studiato e brevettato che consente di risanare locali che all'origine erano utilizzati come stalla o comunque fondati su terreni con alto contenuto di prodotti organici.

Completano la gamma di prodotti gli additivi per rendere conduttive le malte di chiusura degli elettrodi ed i regolatori idro-salini utilizzati, in alcuni casi, ad ulteriore protezione delle murature risanate e degli intonaci.

Confronto tra i vari metodi di risanamento:

TipoSoluzione
Taglio meccanico del muro. Barriera meccanica alla risalita, attualmente vietato dalla legge.
Iniezione di liquidi ad inversione di menisco. Barriera fisica alla risalita.
Iniezioni di prodotti soldidificanti (resine). barriera chimica alla risalita.
Applicazione di iontonaci osmotici. Senza barriera alla risalita.
Applicazione di intonaci macroporosi. Senza barriera alla risalita.
Applicazione di impianto elettrosmotico. Barriera elettrica alla risalita con asportazione dell'acqua presente.
Montaggio di sistemi elettrofisici ad onde magnetiche. Non esistono evidenze teoriche ne brevetti conosciuti testimonianti l'efficacia del sistema.

Taglio del muro:

Scelta la fuga tra due strati di mattoni, si toglie la malta tra questi per tutta la lunghezza. Le fughe devono essere allineate e corrispondenti, altrimenti si rischia di scalzare qualche mattone con conseguenti pericoli per la stabilita' del muro.

Il lavoro viene effettuato con una sega da muro montata su un carrello le cui ruote devono appoggiare su una guida che garantisca la costanza della quota di taglio nel muro. Si inserisce una lamina di plastica irruvidita nella fessura creata, dopo che questa e' stata riempita con malta. Problemi: il muro deve essere in mattoni (non in sasso), e deve essere ben costruito; i mattoni devono avere le fughe coincidenti in altezza; il muro puo' essere al massimo di due teste ( 50 cm); in prossimita' di angoli, colonne, tubi di acqua, gas o condutture elettriche i lavori vengono fatti in economia (a volte i costi raddoppiano); non puo' essere effettuato in zona sismica, in quanto espressamente vietato dalla legge.

Inoltre, in presenza di taglio del muro, la compagnia assicurativa interessata alla stabilita' della casa (terremoti, cedimenti, smottamenti) puo' rifiutarsi di risarcire il danno. La lamina del taglio deve uscire dall'intonaco di circa 10 mm; il taglio deve essere piu' basso possibile perche' la zona sotto il taglio resta bagnata.

La parte bagnata del muro deve essere fatta asciugare in qualche modo, ad esempio stonacata e lasciata cosi' per un paio d'anni oppure intonacata con intonaco macroporoso con relativo aumento dei costi. Il sistema non e' reversibile e non e' applicabile ai muri controterra.

Iniezione di liquidi ad inversione di menisco (barriera fisica):

Questo metodo e' valido solo con prodotti di alto livello, che risultano pero' assai costosi. Il metodo originario prevede: foratura del muro con fori inclinati da 12 mm di diametro, profondi circa i 3/4 dello spessore del muro stesso e distanti 20 cm uno dall'altro; inserimento in ogni foro di liquido ad inversione di menisco a mezzo di vasetti fissati al muro, uno per ogni foro, con tubetto di alimentazione inserito con sigillatura nel foro di competenza. Si crea una barriera fisica alla risalita capillare.

Il fenomeno non puo' essere reversibile.

Il liquido, con capacita' bagnante maggiore dell'acqua, penetra nel muro per capillarita' in un tempo indefinito, provoca l'inversione del menisco e l'acqua si allontana.

Iniezione di prodotti solidificanti (barriera chimica):

In questo metodo, assai meno costoso perche' assai meno valido del precedente, un liquido a base di siliconi e/o di prodotti epossidici, viene iniettato a pressione nei fori fino a rifiuto. L'intento e' che il liquido riempia i macropori sostituendosi all'acqua in essi ritenuta e da questi passi poi ai capillari in modo diffuso (ma incontrollato).

Con questa seconda modalita' non e' assicurata neppure teoricamente l'invasione dei capillari del muro ad una certa quota. Il metodo tende a creare una barriera chimica e non e' reversibile. Sia nel caso della barriera fisica che di quella chimica, pemangono i seguenti problemi: in entrambi i casi il liquido si espande nel muro in funzione delle caratteristiche dei capillari nel punto interessato in modo non programmabile, non garantendo quindi che la barriera si formi completamente.

Come nel caso del taglio meccanico del muro, la parte di muratura ubicata sopra la zona di iniezione deve essere asciugata asportando l'intonaco e attendendo due o tre anni, oppure applicando intonaci macroporosi, con conseguente aumento dei costi.

Il metodo non e' applicabile nei muri controterra.

Applicazione di intonaci osmotici (detti erroneamente "deumidificanti"):

Gli intonaci osmotici vengono utilizzati con lo scopo non di risanare ma di nascondere il fenomeno dell'umidita' per un certo lasso di tempo. Con tale sistema si copre la zona di muro ammalorata fino ad una quota generalmente di 30-50 cm oltre la macchia di umidita'. Il muro appare subito risanato, ma nel tempo questo intonaco impermeabile provoca la risalita del fronte umido e un ulteriore ammaloramento del muro a partire da una quota pari a quella massima di posa dell'intonaco osmotico.

La reiterazione di queste coperture ha portato in alcuni casi (Venezia) ad avere manifestazioni di umidita' di risalita oltre il soffitto del secondo piano. E' necessario ricordarsi che, in condizioni di porosita' fine e ben organizzata (e cioe' per un mattone ben cotto), la colonna capillare puo' innalzarsi per piu' di 15 metri prima che la forza di gravita' riesca ad arrestare (ma non invertire) la risalita.

Problemi: la risalita non viene interrotta, i danni alla muratura si ripresentano identici ma ad una quota maggiore.

Intonaco macroporoso (detto impropriamente "deumidificante"):

Un intonaco macroporoso riesce, all'inizio della sua vita, a far evaporare piu' acqua, prelevata dal muro su cui e' applicato, di quanta il muro stesso riesca a prelevarne per capillarita' dal terreno su cui poggia. In questo modo la superficie dell'intonaco non e' mai inscurita dalla presenza di acqua liquida in attesa di evaporare.

Tuttavia, l'acqua di risalita capillare porta sempre con se' una certa percentuale di sali disciolti, originariamente presenti nel terreno e nel muro stesso. Questi sali, in funzione della loro concentrazione, prima o poi (da pochi mesi a qualche anno), cristallizzano nei macroalveoli ove l'acqua evapora fino a riempirli. Da questo momento in poi, il sale depositato dall'acqua in evaporazione, passando dallo stato amorfo (a volume minore), a quello cristallino (a volume maggiore), premera' sulle pareti dell'alveolo fino alla sua disgregazione.

Cio' avverra' quasi contemporaneamente in tutti gli alveoli provocando, cosi' come di fatto avviene, il crollo repentino di intere porzioni di intonaco che presentera' sotto la superficie compatta uno strato sottostante polverizzato. Nel caso poi di concentrazioni saline rilevanti, si ha in pochi mesi la rapida formazione di macchie estese di colore dal giallastro al grigio scuro, ed una conseguente alterazione, con rigonfiamenti e polverizzazione, di zone progressivamente piu' estese dell'intonaco macroporoso applicato.

La grande capacita' di suzione dell'intonaco macroporoso provoca a volte la risalita, nell'intonaco stesso, del fronte dell'acqua in evaporazione, con trasporto in alto delle macchie relative. Da ultimo l'intonaco macroporoso puo' essere utilizzato solo all'esterno a causa della grande quantita' di acqua fatta evaporare che saturerebbe totalmente un ambiente chiuso.

I vantaggi di questo metodo sono tutti nel fatto che puo' essere applicato anche da personale non specializzato (sia pure con qualche difficolta') ottenendo nell'immediato risultati estetici invidiabili.

Problemi: questo metodo non interrompe il flusso di acqua in risalita anzi lo aumenta, aumenta la concentrazione dei sali nella muratura rendendo piu' difficile ogni successivo intervento di risanamento, ha una durata limitata, a volte limitatissima, ha un costo elevato, non puo' essere utilizzato su pareti interne perche' porta subito a saturazione l'aria ambiente, non puo' essere applicato su pareti controterra per aumento dei suoi difetti intrinsechi.

Impianto Elettrosmotico:

Quando in una muratura e' presente acqua in risalita capillare, nella muratura stessa si crea un campo elettrico naturale misurabile in centinaia di millivolts. L'installazione di un impianto elettrosmotico consiste nell'applicazione di un campo elettrico maggiore ed opposto a quello naturale, che rimanda l'acqua nel terreno e in esso la trattiene.

La realizzazione pratica avviene inserendo degli elettrodi per tutta la lunghezza del muro interessato dall'umidita' e applicando un'opportuna differenza di potenziale. L'elettrodo positivo sara' inserito nel muro (all'esterno o all'interno) ad un'altezza circa pari all'altezza della macchia.

L'elettrodo negativo sara' inserito nel muro (all'esterno o all'interno) alla quota piu' bassa possibile, o sotto il pavimento o in cantina. Bisogna porre attenzione al fatto che l'applicazione di un campo elettrico, sia pure di debole intensita', provoca la migrazione di ioni salini resi liberi dall'acqua che ha mandato in soluzione il sale. Per essere certi che questi ioni non aggrediscano chimicamente l'elettrodo di segno opposto si devono insolubilizzare i sali in prossimita' degli elettrodi.

L'insolubilizzazione dei sali e la conseguente neutralizzazione dell'aggressivita' degli ioni consente poi l'innalzamento della tensione applicata ben oltre i limiti della pura elettrosmosi. Il tempo di regresso dell'acqua nei capillari, e quindi di asciugatura del muro, si misura in settimane. Il metodo puo' essere applicato ai muri controterra e inoltre l'impianto e' regolabile e reversibile.

Il consumo di corrente, per una muratura di 100 metri di lunghezza, e' all'inizio di circa 5 Watt per ridursi quasi a zero entro due o tre mesi. Problemi: l'impianto elettrosmotico deve essere sempre inserito, puo' accadere che gli elettrodi vengano interrotti durante lavori di manutenzione e quindi vadano ripristinati i collegamenti; inoltre l'installazione dell'impianto deve essere effettuata da tecnici qualificati.

Caratteristiche fondamentali, uniche tra i sistemi di deumidificazione, di questo tipo di impianti sono:

  • l'acqua presente nel muro viene riportata nel terreno (asciugamento del muro);
  • si impedisce all'acqua nel terreno di risalire nel muro (barriera alla risalita).

Se l'impianto viene applicato correttamente, puo' ritenersi una soluzione definitiva al problema.

Sistemi elettrofisici ad onde magnetiche :

Non esistono evidenze teoriche ne brevetti conosciuti testimonianti l'efficacia del sistema. Consigliamo di diffidare fortemente da chi vende e commercializza soluzioni semplici e immediate per un problema complesso come l'umidità da risalita.

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